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Un'inchiesta del Washington Post ha svelato la rete di precursori chimici proveniente dalla Cina che alimenterebbe il boom della metanfetamina nello Stato di Shan, epicentro del narcotraffico asiatico
L'epicentro della nuova crisi mondiale delle droghe sintetiche coinciderebbe con un sistema ramificato che parte dalla Cina, attraversa i porosi confini della Thailandia e del Laos, e approda nello Stato di Shan, nel Myanmar, oggi considerato dalle Nazioni Unite il più grande hub di produzione di metanfetamina al mondo. Questa è la mappa tracciata da una lunga inchiesta del Washington Post che ha cercato di accendere i riflettori su un tema tanto delicato quanto complicato da comprendere. Il fenomeno sarebbe confermato da vari episodi, compreso uno emblematico avvenuto avvenuto nell'ottobre 2024. Una spedizione di sostanze chimiche provenienti dalla Cina, monitorata con un tracker installato dalle autorità antidroga thailandesi su indicazione della DEA statunitense, avrebbe infatti dovuto sostare nei pressi di Bangkok. Invece ha iniziato a dirigersi verso nord, verso il confine con il Myanmar. L'ordine impartito dal quartier generale dell'ONCB – l'agenzia antidroga thailandese – era chiaro: irrompere nel magazzino dove il segnale si era fermato. All'interno della struttura sono state ritrovate migliaia di taniche piene di precursori chimici destinati alle zone fuori controllo dello Stato di Shan.






