«Norma di buon senso» contro «distributore d’impunità». Si gioca sul condono l’ultimo miglio della campagna elettorale per le regionali in Campania e lo scontro politico si è riacceso ieri sulle parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il quale, a margine di una conferenza stampa sul tema sicurezza a Napoli, con accanto il candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli, ha respinto «la visione così negativa» che la sinistra sta dando della sanatoria facendo leva sull’ipocrisia della minoranza pronta a dire sì al provvedimento se serve per motivi ideologici, vedi in materia di migranti, e a criticarlo se la proposta arriva dal centrodestra.
A parlare di condono, l’altro giorno era stato lo stesso candidato Cirielli definendolo «un atto di giustizia» atteso per anni da «tante famiglie campane costrette a realizzare case per necessità abitativa, non per abusivismo selvaggio». L’esponente di Fratelli d’Italia ha assicurato che in caso di vittoria sul candidato grillino Roberto Fico, la Campania sarà «la prima regione a recepire la misura» presentata proprio da Fdi con un emendamento alla manovra. La norma teoricamente vale per tutta Italia, ma nasce pensando alla Campania perché nel 2003 la regione, guidata da Antonio Bassolino, decise di non aderire alla normativa nazionale, lasciando in sospeso migliaia di pratiche, come spiega bene qui sopra Simone Di Meo.










