Negli Usa è scoppiata la passione per i drink alla cannabis. Tra gli americani il consumo di alcol ha raggiunto i minimi storici, con la quota di adulti scesa al 54%, il livello più basso dal 1939, e allo stesso tempo, il mercato di bevande analcoliche arricchite con tetraidrocannabinolo (il THC, ossia il principale composto psicoattivo della cannabis) sta vivendo un momento di gloria. Whitney Economics stima che le vendite di seltzer, succhi, soda, e tè “ritoccati” passeranno dagli 1,1 miliardi di dollari nel 2024 a quasi 5,6 miliardi entro il 2035. I prodotti sono legali in 44 Stati americani e in 37 si vendono anche fuori dai dispensari: centinaia di marchi, piccoli e grandi, ora promuovono bevande alla cannabis, molte delle quali promettono di contribuire a ridurre gli effetti collaterali nei contesti sociali, si pubblicizzano come alternative analcoliche, con zero calorie e zero zuccheri.
L’INCONTRO
“In poco tempo le birre no alcol raggiungeranno il 10 per cento di consumo nazionale”
Sul mercato
Tra i nomi più noti del settore ci sono Cycling Frog, che produce bevande gassate e commestibili al THC, Cann, che si definisce una “bevanda sociale”, e Nowadays, che adotta lo slogan “il futuro del bere è qui”. E tra i grandi distributori Target – una delle più grandi catene di supermercati americani, fondata nel 1902 a Minneapolis – sta testando la categoria in Minnesota. “C'è una sostituzione in atto tra le bevande al THC e il vino, la birra e i distillati”, afferma Beau Whitney, capo economista di Whitney Economics, società di consulenza con sede in Oregon specializzata nel settore della cannabis e della canapa. “La notevole crescita e l'innovazione che stiamo osservando nel settore delle bevande derivate dalla canapa sono un chiaro segno dell'entusiasmo dei consumatori e del successo imprenditoriale”, spiega da parte sua Michelle Rutter Friberg, direttrice delle relazioni governative presso la National Cannabis Industry Association.






