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17 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:17
Si è aperta una nuova pista nelle indagini sul triplice omicidio dell’ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, del carabiniere di scorta, Vittorio Iacovacci, e dell’autista del programma Alimentare Mondiale (Pam), Mustapha Milambo. Pista che porta dritta a una delle ipotesi circolate, senza mai trovare conferma, nei primi mesi dopo l’agguato lungo la strada tra Goma e Rutshuru, il 22 febbraio 2021: quella della guerra per i minerali di cui è ricco il sottosuolo del Nord Kivu.
A indirizzare le indagini dei pm di Roma, che ha ancora aperto il secondo filone per omicidio a carico di ignoti, è la testimonianza di uno degli operatori presenti sulla scena dell’agguato depositata in procura nell’ambito delle indagini difensive condotte dal legale dei genitori di Attanasio, coadiuvato da consulenti internazionali. Nel suo racconto, il testimone, la cui identità è stata secretata da Piazzale Clodio, ha sostenuto che la destinazione finale del convoglio non fosse il villaggio di Rutshuru, dove il gruppo avrebbe dovuto visitare uno dei progetti del Pam, come sostenuto fino a oggi, bensì una imprecisata area tra Rutshuru e Lueshe che ospita una miniera di pirocloro-niobio storicamente legata a interessi russi






