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La candidata Jeannette Jara del Partito Comunista ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile, ottenendo il 26,8 per cento dei voti. Il 14 dicembre andrà al ballottaggio con Antonio Kast, candidato di estrema destra del Partito Repubblicano, che ha preso il 23,9 per cento. È probabile che al ballottaggio vincerà Kast, che ha ottenuto il sostegno degli altri candidati di destra ed estrema destra e dovrebbe riuscire a riunire i voti dei loro elettori, superando il 50 per cento. Jara invece era l’unica candidata rilevante a sinistra, quindi per lei sarà più difficile allargare i consensi e ottenere nuovi voti. Inoltre in Cile storicamente il blocco dell’opposizione è favorito alle presidenziali.
Kast è un ultraconservatore liberista, nostalgico della dittatura di Augusto Pinochet e politicamente vicino al presidente di El Salvador Nayib Bukele, noto per il suo approccio molto duro contro le gang e il ricorso a incarcerazioni di massa. Jara ha invece proposto un programma piuttosto moderato, almeno per il Partito Comunista: è previsto che come prima mossa politica dopo la vittoria del primo turno lasci il partito, proprio per presentarsi come una candidata più trasversale.











