Dopo anni di alternanza tra centrodestra e centrosinistra il pendolo della politica in Cile oscilla oggi tra estremi sempre più lontani.
Secondo quanto indicano i sondaggi, dal primo turno delle presidenziali emergerà, per la prima volta dal ritorno della democrazia, un ballottaggio tra una candidata del Partito Comunista e un esponente dell'estrema destra nostalgica della dittatura di Pinochet.
Sono lontani i tempi delle buone relazioni tra la progressista moderata Michelle Bachelet e l'affabile conservatore Sebastián Piñera. Il programma politico di ampliamento dei diritti sociali della sinistra, rappresentata da Jeannette Jara, è sempre più divergente da quello di un'estrema destra dura che ha imposto la sicurezza come tema predominante dell'agenda politica e che non si vergogna nel rivendicare le gesta dei uno dei governi più oscuri della storia latinoamericana.
"Se oggi fosse vivo Pinochet voterebbe per me", aveva dichiarato il candidato ultraconservatore del Partito Repubblicano, José Kast, nella campagna per le presidenziali del 2021. E giunto al suo terzo tentativo di insediarsi nel palazzo de 'La Moneda', Kast ora promette mano dura come ai vecchi tempi contro la delinquenza e l'immigrazione clandestina.















