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17 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:50
“Infiltrazioni della propaganda russa in Italia dopo l’allarme corruzione in Ucraina? Veramente per molti anni abbiamo evitato di parlare della corruzione per carità di patria e per carità di Ucraina e adesso improvvisamente scopriamo quello che sapevamo già prima. Peraltro non conosco molte persone che si fanno attrarre da quel tipo abbastanza grossolano di propaganda. Quello che io trovo interessante è invece il fatto che in Italia molto spesso facciamo delle forme di censura e autocensura che poi si ritorcono contro di noi“. Così a Omnibus (La7) il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, commenta l’allarme dei servizi segreti su una nuova ondata di disinformazione russa che starebbe per investire l’Italia. Secondo l’intelligence, la propaganda pro-Mosca vuole sfruttare lo scandalo corruzione in Ucraina per minare il sostegno occidentale a Kiev, proprio mentre l’esecutivo è diviso sull’acquisto di armi tramite il programma Purl.
Caracciolo rovescia l’assunto dominante e osserva che la narrativa italiana sulla vulnerabilità ai condizionamenti di Mosca poggia su basi fragili. Quando il conduttore Gerardo Greco gli chiede se l’allarme dei servizi preoccupi davvero il governo, lui ribatte con ironia: “Ma questo forse bisognerebbe chiederlo a loro”.















