Gli occhi degli investitori restano puntati sulle banche centrali, nello specifico sulla Federal Reserve. Nelle ultime sedute le possibilità che l’Istituto centrale statunitense tagli i tassi nel meeting di dicembre sono scese dal 65% al 50%.
Nessuna corsa all’acquisto sul dollaro, però, che si è addirittura indebolito, con il cambio fra l’euro e la divisa americana risalito sopra 1,16, mentre il dollaro index è sceso in area 98,6. L’iniziale ottimismo per la fine dello shutdown ha lasciato spazio ad una crescente cautela, anche considerando la prolungata assenza di report governativi relativi ai dati macroeconomici del paese.
La corsa all’oro, i segreti per chi compra o vende: cosa cambierebbe con la nuova aliquota
Fra le divise sotto osservazione troviamo senz’altro il pound, mentre si avvicina l’attesissimo budget autunnale. Il rumour che ha scosso i mercati è legato al possibile dietrofront del cancelliere Rachel Reeves sull’aumento della tassazione del reddito da lavoro. Una mossa che senz’altro farebbe piacere ai contribuenti, ma lascerebbe aperti quesiti non da poco dal punto di vista delle casse statali, con un possibile buco di 20-30 miliardi di sterline.
Mercati in altalena, la Banca d’Inghilterra non abbassa i tassi e la sterlina prova il rimbalzo






