“Fin da quando ho memoria ricordo che volevo essere un gangster” dice Henry Hill interpretato da Ray Liotta in Quei bravi ragazzi, il capolavoro di Martin Scorsese – in sala dal 17 al 19 novembre, in occasione del suo 35° anniversario – con Robert De Niro e Joe Pesci. Tratto dal romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi basato sulle vicende del pentito Henry Hill, il film scritto da Scorsese insieme a Pileggi racconta l’ascesa del giovane Henry nel mondo della mafia da quando era un ragazzo negli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta quando entra nella protezione testimone. Per Scorsese il libro del giornalista criminologo Pileggi era il racconto più onesto mai fatto sulla mafia.

Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui

Un film leggendario, Leone d'Argento alla Mostra di Venezia e candidato a sei Premi Oscar (Joe Pesci lo vinse), che ha saputo trasformare la vicenda dell’italo-irlandese Henry Hill in un ritratto indimenticabile dell’ascesa e della caduta di un’intera generazione di fuorilegge. Per Scorsese la chiave di tutto era nella sceneggiatura, nella voce di Henry, per quello scelse di utilizzare massimamente la voce fuori campo di Liotta e ad un certo punto decise di inserire anche la voce della moglie di Henry, Karen (nel film Lorraine Bracco che sarà poi l’analista dei Sopranos).