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Ogni anno l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), la più importante organizzazione intergovernativa sulle questioni energetiche, pubblica un rapporto per fare il punto sui settori energetici e i loro prossimi sviluppi, con previsioni sull’andamento della domanda dei combustibili fossili. Nel rapporto di due anni fa aveva previsto che intorno al 2030 la domanda avrebbe raggiunto il picco per poi ridursi (o stabilizzarsi), ma in quello del 2025 da poco pubblicato ha introdotto una previsione alternativa più pessimistica, secondo cui il picco potrebbe non esserci e la domanda potrebbe continuare a crescere per decenni.

La previsione è contenuta nel nuovo World Energy Outlook e, secondo varie fonti giornalistiche, sarebbe stata inserita dall’organizzazione in seguito alle forti pressioni ricevute dal governo statunitense di Donald Trump, che sta puntando molto su un rilancio dei combustibili fossili. Gli Stati Uniti sono diventati il principale produttore di petrolio e gas e hanno forti interessi nel settore e nel mantenimento di una domanda sostenuta il più a lungo possibile. I rapporti della IEA sono molto ascoltati e, in certa misura, orientano il mercato stesso dell’energia e gli investimenti nel settore.