Ed è proprio lì che ha accusato la stampa che si occupa di lui e delle sue connivenze con la politica di sinistra di essere costituita da «giornalisti corrotti che cercano di demonizzare il nostro movimento e la nostra mobilitazione». Questo perché ci siamo discostati dalla retorica della «Resistenza», svelando i legami che aveva con la Flotilla e con i parlamentari della sinistra italiana. Ma, di recente, ha cominciato a intrattenere rapporti con sigle extraparlamentari come Potere al Popolo e l’Usb (Unione sindacale di base), con cui è avvenuta la prima assemblea permanente a Piacenza. Un ricollocamento in piena regola di chi sta sondando la strada politica. Anche perché, senza operazioni via mare per cui manifestare e con una tregua in atto, molti "leader" sono senza patria, senza causa. Ma mobilitare le piazze qualunque sia il motore effettivo, è la linfa vitale di movimenti nati su questo genere di propaganda. E, infatti, oggi continua a parlare di «soldati bastardi e figli di puttana che hanno stuprato una donna palestinese», di «entità criminale israeliana». Il centrodestra continua a chiedere l’espulsione per Hannoun, e dalla sinistra "paladina dei diritti" nemmeno una parola di condanna verso simili dichiarazioni. In un doppiopesismo morale che, ora, è lampante e non ha più giustificazioni. Anzi, non ne ha mai avute.