Per un anno Mohammad Hannoun, presidente dell'associazione Palestinesi in Italia, non potrà mettere piede a Milano.

Il decreto di allontanamento e non ritorno gli è stato notificato appena è sceso dall'aereo che da Roma lo portava a Linate, per partecipare alla manifestazione proPal in programma nel pomeriggio, a una settimana esatta da quella del 18 ottobre dove ha pronunciato le parole per cui è stato anche indagato per istigazione a delinquere.

"Chi uccide va ucciso. Perché piangere per questi criminali" aveva detto, frase riportata anche nel decreto di allontanamento. "Dopo la tregua la resistenza palestinese, che ha pagato con il sangue, ha fatto giustizia, come in tutte le rivoluzioni del mondo" dei collaborazionisti.

"Come ha fatto la resistenza in Francia e in Italia. Ho detto: chi la fa, l'aspetti. Tutto qua" ha commentato con l'ANSA parlando di un "atto di aggressione nei mie confronti mentre il nostro governo è complice diretto del genocidio a Gaza dove fornisce armi per sterminare i Gazawi".

Le sue frasi avevano subito acceso anche la polemica politica tanto che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al question time del Senato, giovedì scorso, aveva annunciato l'arrivo di "misure di rigore" per le sue dichiarazioni di "carattere 'istigatorio'" di approvazione "dei sanguinosi abusi commessi da miliziani di Hamas nei confronti di altri cittadini palestinesi ritenuti 'collaborazionisti' dell'esercito israeliano".