Milano – Erling Haaland a San Siro, versione numero tre, la prima da calciatore. “La prima volta qui? A vedere il Milan nel 2017 (all’epoca giocava nel Molde), poi a un concerto dei Coldplay, l’esperienza migliore” dice sorridendo. Il cyborg norvegese si presenta nella sala stampa nella pancia del Meazza in tuta, con il cappellino in testa con la visiera girata al contrario per provare a domare la lunga chioma bionda.
Record di Lewandowski
Alla vigilia della sfida all’Italia c’è lui a presentare la partita insieme al ct della Norvegia Solbakken, prima della seduta di allenamento in programma sul prato di San Siro. Domani andrà a caccia del record di gol nelle qualificazioni mondiali di Lewandowski, 16 reti, lui è a 14 in 7 gare. “Fare gol è il mio lavoro, per il Manchester City o per la Norvegia. Ora voglio portare la mia Nazionale al Mondiale, l'ultima volta non ero nemmeno nato (nel 1998, ndr). Ho lavorato a lungo in questi anni, ce l'ho in testa dal 2019 e ora ci stiamo avvicinando al traguardo”. L'approccio è freddo: "Dobbiamo giocare come sempre, senza pensare alla differenza reti”. Non vuole sbilanciarsi, nonostante agli azzurri per scavalcare la Norvegia servirebbe una vittoria con nove gol di scarto. Un’utopia.












