In quelle pagine, Novelli racconta un’infanzia fatta di osservazione profonda e una sensibilità già adulta. I disegni delle navi non erano soltanto un gioco: erano un primo modo di dare forma a un viaggio che non avrebbe mai smesso di evolvere. L’infanzia – per lui – non è un capitolo chiuso, ma una lente attraverso cui leggere tutta l’esistenza. Il bambino che disegnava navi continua a vivere nell’adulto che impara a navigare tra luoghi, incontri, emozioni e decisioni. Cittadino del Mondo è la testimonianza di un percorso che trova radici solide proprio in quei primi gesti semplici, trasformati per sempre in simboli di un viaggio interiore.