SERNAGLIA (TREVISO) - Hanno svuotato la cassaforte dell'anziano che dovevano accudire in qualità di badanti facendo sparire 94mila euro in contanti per poi, con parte di quei soldi, aprire una pizzeria da asporto. Sono le accuse mosse dalla Procura di Treviso nei confronti di due marocchini di 62 e 25 anni, padre e figlio (difesi dall'avvocato Luigi Torrisi e Lisa Beraldo), accusati di furto aggravato dalla prestazione d'opera e di riciclaggio di 14.600 euro. Il processo si è aperto ieri al tribunale di Treviso.

Livio Spironelli, il 79enne per il quale i due lavoravano ai tempi come badanti, residente a Sernaglia della Battaglia, è però deceduto circa un mese fa. La moglie, unica erede e al momento ospite in una Rsa, è seguita da un amministratore di sostegno. Entro la prossima udienza, dunque, fissata per il 30 gennaio, l'amministratore di sostegno della donna dovrà ottenere l'autorizzazione del giudice tutelare a costituirsi parte civile. Se ne riparlerà, quindi, a gennaio.

I due marocchini, difesi dall'avvocato Torrisi, respingono le accuse sostenendo in primis di non aver mai avuto a disposizione la combinazione della cassaforte (che non risulta forzata, ndr) e che i soldi versati sul conto corrente della pizzeria provenivano dal Marocco e non da attività illecite come ipotizzato dagli inquirenti.