LENDINARA (ROVIGO) - È morta Cecilia Noris, testimone dell'orrore dei campi di lavoro nazisti, infermiera, attivista sindacale e decana per i lendinaresi, dopo 104 anni di vita vissuti intensamente spendendosi per gli altri. Noris, che era nata il 5 novembre 1921 e aveva appunto da poco compiuto 104 anni, è scomparsa giovedì e ieri pomeriggio nelle esequie celebrate nel duomo di Santa Sofia amici e conoscenti le hanno porto l'ultimo saluto stringendosi a nipoti e familiari.
Originaria di Costa Serina, nella Bergamasca, Cecilia Noris aveva poco più di vent'anni quando venne arrestata dalle Ss alla stazione di Milano. Viaggiava con una valigia piena di vestiti destinati al fratello, partigiano nel Cuneese. Dopo un duro interrogatorio, durante il quale non rivelò nulla per proteggere il fratello, fu deportata in un campo di lavoro in Germania, nella Vestfalia.
Lì subì fame, fatica e gelo, sbucciando montagne di patate fino a quando le mani dolenti iniziarono a deformarsi, poi ottenne mansioni meno pesanti grazie alla sua abilità nel cucito. In quel luogo di dolore trovò l'amore quando un giovane calzolaio italiano, Luigi Nalio, le riparò i sandali rotti e le lasciò un biglietto nascosto nelle calzature con scritto: "Da quando ti ho visto mi sono innamorato di te". Un sentimento ricambiato che diede ai due ragazzi la forza per resistere e il desiderio di sopravvivere a ogni costo.






