Flashback all'evento per il debutto veneto di "Benetton Formula": nell'atrio di The Space Cinema a Silea, il presidente Alessandro in posa accanto alla B194 con cui Michael Schumacher si laureò campione del mondo nel 1994, ma che venne guidata pure da Jos Verstappen.

Corsi e ricorsi di una storia probabilmente irripetibile, ma che l'imprenditore rivede un po' in una scuderia del circus attuale: «La discontinuità è stata la cifra della mia vita e della nostra esperienza. Esiste sempre l'occasione di essere discontinui e in qualche maniera anche quelli di Red Bull l'hanno fatto: avevano un prodotto che non era propriamente in tendenza con un mondo che andava verso la bevanda energetica naturale, invece hanno avuto successo e sono diventati un caso mondiale. Inoltre trovo analogie nell'approccio: ho sentito dire che fanno il loro motore, in più hanno un pilota che mi ricorda tantissimo Michael dal punto di vista della personalità». Un certo Max, figlio di quel Verstappen.

Quasi 400 gli ospiti della proiezione pubblica del documentario dopo l'anteprima romana. Fra gli altri, la famiglia Benetton, lo sport dal rugby di Amerino Zatta alla pallacanestro di Paolo Vazzoler, l'imprenditoria con Raffaele Boscaini, Paola Carron, Matteo e Federico Zoppas, Fausto Pinarello. Ma poi anche i rappresentanti delle istituzioni e dell'associazionismo, per l'abbraccio di Treviso e del Veneto a un pezzo della propria storia, con un inevitabile effetto revival. Alessandro Benetton sorride: «Siccome invecchiare è una buona notizia, perché l'alternativa sarebbe ben peggiore, più che nostalgia sento l'emozione di un bel ricordo. Quello dell'adrenalina che si prova quando si è l'outsider, l'underdog che arriva da lontano e fa qualcosa che gli altri non si aspettano. Questa forma di energia è unica, perché regala momenti indimenticabili. In questo senso è stata una fortuna incontrare i ragazzi della casa di produzione Slim Dogs, giovani che hanno fatto un lavoro molto contemporaneo perché non appartenevano a quel mondo e hanno potuto guardarlo con occhi trasparenti».