TREVISO - Che anni quegli anni. A cavallo fra gli ’80 e i ’90, quasi due decenni di velocità e tensione, intuizioni formidabili e dolorosi imprevisti, motori in pista e moda in vetrina. Cosa poteva poi esserci di colorato nel bianco-e-nero della bandiera a scacchi? In effetti nulla prima di “Benetton Formula”, la scuderia partita dalla provincia veneta per andare a rivoluzionare la Formula 1 in giro per il mondo. «L’idea era quella di portare un po’ del nostro spirito, un po’ garibaldino, un po’ più coraggioso, un po’ più estroverso», confida Alessandro Benetton nel documentario che celebra l’epopea nel trentennale delle storiche vittorie mondiali, presentato in anteprima ieri a Roma e proiettato stasera alle porte di Treviso, dove tutto è cominciato.

L’appuntamento è alle 20 allo Space Cinema di Silea, con replica domani e dopodomani, per i 93 minuti ideati dall’emergente casa di produzione Slim Dogs in collaborazione con Sky, che con Now li renderà disponibili dal 28 novembre. Scritto da Giacomo Pucci e Giulia Soi, per la regìa di Matteo Bruno, il racconto per immagini (in gran parte inedite) e voci (senza troppi peli sulla lingua) dà una rappresentazione plastica di ciò che la giornalista Tina Brown definisce «versione italiana del sogno americano». Una storia di duro lavoro e insperate vittorie, dunque, ma con più «glamour e rock’n’roll», genio e sregolatezza che hanno piacevolmente sconvolto il paludato circus.