TREVISO - Ci fu un tempo in cui Treviso osò sfidare il mito intoccabile di Maranello. Un'impresa che ancora oggi, a distanza di trent'anni, sembra quasi inconcepibile: un'azienda tessile veneta che batte la Ferrari in Formula 1, conquistando titoli mondiali e costringendo l'aristocrazia motoristica a fare i conti con chi, fino a ieri, produceva "solo" maglioni colorati. L'Avvocato Agnelli, dicono, non la prese benissimo. C'è una battuta che Alessandro Benetton racconta volentieri, una frase che l'Avvocato avrebbe pronunciato negli anni Novanta guardando la sua Ferrari arrancare dietro alla scuderia di Ponzano: «Ma com'è possibile che gente che fa dei pullover sia meglio di noi a fare delle macchine di Formula Uno?».
Probabilmente Gianni Agnelli la disse davvero, con quel misto di stupore e fastidio di chi vedeva il proprio regno minacciato dall'impensabile. Perché la Benetton, quella dei maglioni United Colors e delle campagne pubblicitarie provocatorie di Oliviero Toscani, riuscì nell'impresa che sembrava impossibile: vincere due titoli mondiali piloti e un costruttori, battendo colossi come Ferrari, McLaren e Williams. Oggi quella straordinaria avventura rivive in "Benetton Formula", il documentario diretto da Matteo Bruno per la casa di produzione romana Slim Dogs, che arriverà nelle sale il 14, 15 e 16 novembre, prima di approdare su Sky e NOW il 30 novembre.







