La fiducia del ministro Tommaso Foti è racchiusa in una certezza di fondo. «Io penso che tutti gli obiettivi del Pnrr saranno raggiunti» dice a margine del suo intervento all’Assemblea nazionale dell’Anci a Bologna. Certezza che si rafforza nei numeri, anche quelli all’apparenza più controversi: «Abbiamo ricevuto finora dall’UE sette rate del Pnrr per complessivi 140 miliardi, l’ottava rata è all’ultimo esame tecnico e dovrebbe essere erogata nelle prossime due settimane per un importo di 12,3 miliardi» ricorda sottolineando il sì della Commissione alla proposta di rimodulazione da 14 miliardi inoltrata a ottobre e in attesa ora dell’ok del Consiglio UE.

Quanto alla spesa certificata, che dev’essere comunicata a Bruxelles entro il 2026, il ministro conferma che «con 65 mila codici unici di progetto e 24 miliardi assegnati ai Comuni, il 40% di spesa sostenuta non può essere considerato né poco né tanto: è in linea con la fisiologia dei lavori pubblici, dove la parte finale è quella con la spesa più alta». Confortano però i monitoraggi più recenti: se a gennaio risultava in stato di conclusione, o di esecuzione il 92% dei progetti, a giugno si è saliti al 94% e «il monitoraggio di ottobre ci dice che il 95% dei progetti è o concluso o in corso di realizzazione», puntualizza Foti, senza peraltro nascondere con la consueta chiarezza che le criticità rimangono e vanno risolte. In termini numerici ci sono circa 800 interventi ancora in fase di pre-esecuzione e 2.200 non risultano allineati sulla piattaforma Regis per quanto concerne i Comuni.