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14 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 20:10

Spunta un certificato medico falso di abilitazione all’attività agonistica, risalente al 2021, nell’indagine relativa alla morte di Anna Zilio, 39 anni, la runner veronese trovata senza vita in casa il 14 ottobre scorso. Come riportato da Ansa, è questo un primo esito degli accertamenti che la Procura di Verona ha avviato verso ignoti per la vicenda che ha scosso l’ambiente podistico veneto. L’inchiesta su Zilio è parallela a quella aperta dalla Procura di Vicenza sul decesso di un altro atleta, Alberto Zordan, 48 anni, morto nel sonno tra l’1 e il 2 novembre e appartenente alla stessa squadra della donna, la Team Km sport di San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona.

Nel 2021 la donna era stata costretta a interrompere l’attività sportiva per alcuni problemi medici. Zilio era segretaria della società sportiva e tra i suoi incarichi vi era quello di archiviare la documentazione degli atleti. Gli investigatori la scorsa settimana si erano recati in uno studio medico per verificare i documenti in particolare della donna. Non vi sono ovviamente certificati relativi al 2025, perché l’ultimo, risalente al 2024, vale per legge un anno e sarebbe dovuto ancora essere rinnovato.