Quella a Gaza «non è una pace, ma una tregua, peraltro guerreggiata». A dirlo, da poco rientrato in città e già pronto a ripartire, è Giorgio Monti, medico del pronto soccorso del Sant’Orsola e coordinatore clinico di Emergency nella Striscia. La situazione «è ancora drammatica: non ci sono ospedali, non c’è acqua, cibo», con le bombe che continuano a colpire anche la zona umanitaria, seppur in numero inferiore e gli aiuti umanitari che non riescono a entrare. «Nella clinica non abbiamo garze, le stiamo tagliando in quattro per farle durare di più».
Insieme al policlinico Monti ha rilanciato la campagna «Non uno di più», cominciata a settembre per dare sostegno alla popolazione di quei luoghi. Sono stati raccolti già 41mila euro, ma ora si punta ai 100mila.
«Si avvicina il Natale, abbiamo bisogno di una grande adesione, perché è evidente e struggente questa disparità», spiega la direttrice Chiara Gibertoni. A incoraggiare le donazioni è anche la vicesindaca Emily Clancy: «E’ fondamentale fare in modo che la nostra città sia ancora una volta solidale».






