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14 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:47

Chi dice che Shai Gilgeous-Alexander sia diventato un mistero solo dopo la scorsa stagione forse è stato congelato dal post Covid in poi o qualcosa di simile. Sì, ha vinto l’MVP, ma il canadese da quattro anni ormai scollina oltre i 30 punti di media. Non ci riesci se non sei speciale. Ma i punti, in fin dei conti, sono solo la punta dell’iceberg per un giocatore che è leader indiscusso di quella che è la migliore squadra della NBA ormai da un po’. Una point guard silenziosa in campo, capace di dominare senza cannibalizzare il gioco. Se punta l’avversario in uno contro uno è in grado di usare mille e più trucchetti (anche detti “fondamentali”) per creare separazione tra sé e il difensore.

Cambia velocità e ritmo durante la penetrazione, sembra fermarsi, poi riparte, magari finta e l’avversario è già sbilanciato. I Thunder sono a 12 vinte e 1 persa. Hanno ripreso da dove avevano lasciato. E avevano lasciato con un titolo NBA. Per il resto, la stella di Oklahoma City è il miglior realizzatore della lega, senza peraltro fare leva più di tanto su un tiro da tre che va e viene (35%). Figuratevi se, per puro caso, dovesse iniziare a prendere meglio la mira. Gioca in modo semplice, lineare, senza troppi fronzoli. MVP perenne.