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Ultimo aggiornamento: 16:55

di Giorgia Ceccarelli, Business and Human Rights Policy Advisor di Oxfam Italia

Non sono passati nemmeno due anni da quando la direttiva europea sulla due diligence per la sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Due Diligence Directive – CSDDD) veniva celebrata come una delle conquiste politiche più significative a livello comunitario della storia recente. Oggi però c’è ben poco da festeggiare, dato l’enorme passo indietro con il voto di giovedì del Parlamento europeo, che ha approvato una proposta di deregolamentazione – contenuta nel pacchetto di semplificazione legislativa sulla finanza sostenibile (il cosiddetto Omnibus I) – che modifica e indebolisce i principali pilastri dell’impianto normativo europeo sulla sostenibilità, inclusa appunto la CSDDD.

Una scelta che segna un preoccupante cambio di rotta politico e culturale, visto che è stata di fatto smantellata l’unica norma capace, almeno sulla carta, di imporre finalmente alle grandi imprese il rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali lungo l’intera filiera che porta i prodotti fino a noi. Una regolamentazione che rappresentava una conquista storica, frutto di anni di pressioni da parte della società civile e dei lavoratori, che avrebbe finalmente ridotto le zone grigie su cui prosperano sfruttamento, devastazione ambientale e impunità.