Atti trasmessi al Senato e processo sospeso. È questa la decisione del giudice monocratico di Roma nel procedimento a carico di Daniela Santanchè, in cui è accusata di diffamazione ai danni di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza della società “Visibilia Editore Spa”. La palla passa, dunque, a palazzo Madama che dovrà vagliare la condizione di procedibilità, così come richiesto dalla difesa. Le frasi in questione sono state pronunciate durante un’informativa al Senato.

Daniela Santanchè a processo a Roma per diffamazione contro Zeno

05 Giugno 2025

I fatti risalgono al 5 luglio 2023. Santanchè, in una seduta del Senato legata all’inchiesta giudiziaria “che vedeva indagata lei e le società a esse riconducibili, offendeva la reputazione di Giuseppe Zeno”, si legge nel capo d’imputazione. In particolare, ha definito Zeno come “una sorta di finanziere che è partito molti anni addietro da Torre del Greco, si è trasferito prima a Londra, poi in Svizzera e successivamente a Montecarlo e ora risiede alle Bahamas”.

Per poi aggiungere che l’azionista di minoranza della Visibilia Editore ha fatto riferimento a “inverosimili e oscure manovre” solo dopo aver tentato di costringerla “ad accordi inaccettabili”. “Non posso aggiungere altro perché sarà oggetto di apposita inchiesta giudiziaria che chiarirà, anche grazie a registrazioni vocali, le finalità che hanno ispirato chi ha attivato tutto ciò – ha continuato - “ quando poi un socio di minoranza, residente nelle Bahamas, di cui credo di aver detto tutto prima, ha avanzato proposte per noi irricevibili, lo abbiamo contestualmente diffidato tramite uno studio legale”.