Cambiare volto ai beni confiscati alla criminalità organizzata, farli crescere e trasformarli in spazi di comunità, lavoro e futuro, destinando a questo scopo il 2% del fondo unico di giustizia.

E' quanto chiede una petizione promossa da Libera e per cui è partita una mobilitazione.

Per aderire basterà firmare una cartolina destinata al governo, sul sito di Libera o che sarà possibile trovare nelle iniziative in piazza che saranno promosse in tutta Italia.Primi firmatari don Luigi Ciotti e Francesca Rispoli, presidenti nazionali di Libera, Gian Carlo Caselli e Nando Dalla Chiesa presidenti onorari dell'associazione e familiari di vittime innocenti delle mafie: In occasione del lancio della raccolta firme Libera ha elaborato i dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (al 10 novembre 2025): sono 21.664 i beni immobili (particelle catastali) confiscati e destinati ai sensi del Codice antimafia. La prima regione è la Sicilia con ben 8.141 beni confiscati e destinati, seguita da Campania con 3.584, Calabria 3.373. Quarta la Lombardia, prima regione del Nord con 1.893 beni confiscati e destinati. Sono invece in totale 21.626 gli immobili ancora in gestione e in attesa di essere destinati. Anche qui la prima regione è la Sicilia con 8.429 beni ancora in attesa di essere destinati, segue la Campania con 2.886 e il Lazio con 2.874. La Lombardia è la prima regione del Nord con 1.324 beni ancora in attesa di essere destinati.