Si dice da tempo che il Sudafrica campione del mondo, allenato dal geniale Rassie Erasmus e primo nel ranking mondiale, potrebbe schierare almeno due squadre diverse senza sostanziali cali di rendimento. Avvicendamenti se ne sono visti parecchi, in effetti, con spiazzanti cambi di ruolo, né mancano le trovate fuori dagli schemi. E se c’è bisogno di una prova del nove, ecco che potrebbe arrivare domani dallo Juventus Stadium.

Gli “Springboks” sono alle prese con un novembre extra-large: cinque test match in cinque fine settimana e la necessità di far ruotare i giocatori a seconda degli impegni. Finora il calendario ha proposto loro il Giappone, battuto facilmente 61-7 nella cornice londinese di Wembley, e la Francia, sottomessa fisicamente, tecnicamente e psicologicamente: a Parigi è finita 32-17 nonostante che gli ospiti abbiano dovuto giocare 30 minuti con un uomo in meno, per l’espulsione di de Jager.

Adesso, a metà di un tour europeo che si concluderà con le sfide a Irlanda e Galles, è tempo di rotazioni, del Sudafrica-bis. Con 11 cambi rispetto al XV sceso in campo contro i transalpini. Non vanno nemmeno in panchina stelle come Kolbe, Mngomezulu, du Toit, Etzebeth e Marx.

E Gonzalo Quesada, ct dell’Italia che a Udine ha ottenuto il secondo successo di sempre contro l’Australia, sembra perlomeno incuriosito dalle scelte del suo collega Erasmus: «Con lui - dice - bisogna sempre “expect the unexpected”. Già la panchina, senza un tallonatore di ruolo, ci fa intravedere qualche soluzione particolare. E la squadra scelta dal fischio d’inizio è composta in gran parte dai giocatori che in allenamento hanno fatto opposizione a chi è stato titolare contro la Francia. Insomma, avremo di fronte un gruppo che ha lavorato insieme, con giocatori che vogliono farsi vedere, dal grado di motivazione molto alto. La loro prima linea è giovane, ma forte. Noi dobbiamo provare a metterli sotto pressione».