Salisburgo non è solo la città dove abito, e dove ho aperto la mia prima galleria d’arte nel 1983, ora a Villa Kast, nei Giardini Mirabell. È la città dove ho scelto di vivere, anche se sono nato in Carinzia. È la città del Festival di Salisburgo, i Salzburger Festspiele, appuntamento irrinunciabile non solo per me, ma per chiunque ami la musica, tra concerti e opere rappresentate per cinque settimane ogni estate, a Pasqua e a Pentecoste.

Quando sono a Salisburgo (perché le mie gallerie d’arte sono anche a Londra, Parigi, Seoul; l’ultima aperta, in autunno, è a Milano, a Palazzo Belgioioso) passo sempre al Café Bazar, in vero stile Secessione Viennese, con più di cent’anni di storia. Da allora è diventato un luogo dove, nei giorni del Festival – che è stato fondato nel 1920 – è sempre possibile incontrare qualcuno di noto. Un tempo Hugo von Hofmannsthal – tra i promotori di questi appuntamenti musicali, insieme a Richard Strauss – o Marlene Dietrich, oggi Cecilia Bartoli o Riccardo Muti. Il caffè o il cappuccino li accompagno sempre con un dolce. Consiglio i loro Apfelstrudel, anche se io preferisco, quando è stagione, quello alle ciliegie. La Sacher, invece, va presa rigorosamente al Café Sacher.