Dare una risposta concreta e qualificata a un’esigenza delle imprese del territorio: è l’obiettivo del un nuovo servizio a sportello, su prenotazione, di Confindustria Udine dedicato alle imprese associate per supportarle nella gestione della mobilità internazionale del personale con un’assistenza completa e personalizzata. Le dinamiche demografiche in atto - è il presupposto - rendono infatti inevitabile una crescente domanda di manodopera dall’estero.
Lo scenario
Attualmente, i lavoratori con cittadinanza diversa da quella italiana nella regione sono circa 58mila, equivalenti all’11,1% della forza lavoro complessiva e il loro contributo al Pil del Friuli VG, pari al 10,8% del totale regionale, vale 4,5 miliardi di euro. I contribuenti nati all’estero (inclusi i naturalizzati italiani) sono 153mila, pari al 16% del totale. Nel 2024 hanno versato 409 milioni di euro di Irpef.
Sono alcuni dei dati contenuti nel XV Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione “Da stranieri a nuovi italiani: come cambia l’immigrazione” della Fondazione Leone Moressa, analizzati dall’Ufficio Studi di Confindustria Udine. In prospettiva, secondo le previsioni Unioncamere-Excelsior, nel quinquennio 2025-2029 le imprese del Friuli Venezia Giulia avranno bisogno di 61.600 nuovi occupati nei settori privati (esclusa la Pubblica amministrazione), di cui 15.600 immigrati, pari al 25,3% del totale. Il fabbisogno di manodopera deriverà per circa l’80% dal ricambio generazionale dovuto ai pensionamenti e per il 20% dalla crescita economica.







