MESTRE - Valerio Collini, un nome che molti conoscono perché è stato dirigente comunale della Protezione civile fino al 2018, è la dimostrazione che l'amore per la conoscenza non si esaurisce mai. A 71 anni, martedì in piazza San Marco, ha partecipato alla cerimonia del lancio del proprio cappello in cielo, in occasione della consegna del diploma per la sua seconda laurea all'università Ca' Foscari di Venezia, dove ha ottenuto 110 e lode nella triennale di storia. Un traguardo raggiunto in pensione: la proclamazione è arrivata via email, un segno dei tempi moderni. Questa "seconda vita accademica" è un ritorno alle origini per Collini, che si era laureato in Economia e Commercio nel lontano 1978 e che negli ultimi anni ha riscoperto una profonda vena umanistica.

Il titolo della sua tesi, "Il Concilio a Chirignago. Le iniziative dei laici di una parrocchia veneziana. 1968-1971", è un viaggio nella storia del suo paese, dove abita da quando aveva dieci mesi. Collini ha voluto raccontare l'impatto trasformativo del Concilio Vaticano II sulla vita di una comunità locale. "La ricerca si concentra sulle iniziative promosse da un gruppo di quarantenni racconta - usciti dall'Azione Cattolica, che misero in pratica il concetto di "partecipazione". Non solo una maggiore presenza dei laici nella catechesi, ma una gestione della parrocchia che passava attraverso lo sport e le attività ludiche". Nacquero così il Gruppo Sportivo San Giorgio (calcio e pallavolo, quest'ultima arrivata fino alla A2 vincendo due titoli nazionali di categoria), il "Grillo d'Argento" (una versione locale dello Zecchino d'Oro), i campi da pallacanestro, campeggi e altre iniziative per fare diventare la parrocchia un centro di aggregazione in un paese privo di ritrovi per i giovani. La tesi di Collini dedica spazio anche alla rivoluzione musicale nella liturgia. "Se da un lato il Concilio portava l'altare rivolto verso il popolo e la Messa in italiano spiega -, dall'altro stentava ad aggiornare il repertorio musicale, fermo al canto gregoriano. A Chirignago, grazie all'iniziativa di un giovane cappellano, si sperimentò la Messa "beat": testi religiosi ma musiche contemporanee, suonate con chitarre elettriche e batteria, ispirate a cantautori come Bob Dylan e Joan Baez. Un'esperienza durata circa dieci anni, fortemente osteggiata dal parroco anziano che si scagliava nell'omelia contro la batteria e la "promiscuità" del coro misto". Oggi Valerio Collini, papà e nonno, non era l'unico anziano a seguire le lezioni, ma ha affrontato gli studi con uno spirito diverso: "per passione e senza fretta, condividendo quei valori di partecipazione che rischiano di svanire, ma che le parrocchie tentano di custodire e tramandare".