PONTE DI PIAVE (TREVISO) - Una carriera accademica fuori dal comune, coniugata con un percorso professionale altrettanto variegato, quella di Mauro Martin, classe 1968. Originario di Oderzo e residente dal 1999 a Ponte di Piave, Martin si prepara a conseguire la sua quinta laurea magistrale il 3 novembre all'Università di Bologna, in Geografia e processi territoriali. Un traguardo che si aggiunge a un curriculum sorprendente: prima laurea in Storia ottenuta nel 1995 a Ca’ Foscari (Venezia), seguita da Psicologia nel 2003 a Padova, Economia aziendale nel 2019 a Udine e una seconda in Geografia a Trieste nel 2023.
Il pluri-dottore non è solo uno studioso infaticabile, ma anche un professionista con una profonda esperienza sul campo. Attualmente svolge l'attività di neuropsicologo clinico-psicoterapeuta all’IPAV di Venezia, un ruolo che ricopre da 15 anni. Prima di dedicarsi alla neuropsicologia ha trascorso un ventennio nel settore industriale, un periodo in cui ha saputo comunque conciliare le esigenze lavorative con la sua crescente passione per lo studio. E racconta la sua evoluzione personale: se all'inizio l'acquisto del primo libro universitario gli appariva come un atto quasi dovuto, con il tempo la prospettiva è mutata. «Ricordo che ho faticato a comprare il primo libro universitario, considerandolo un oggetto come tanti» dice Martin. «Poi tutto è cambiato: studiare è diventato un modo per accedere a una "altra dimensione", un "crescendo" inarrestabile di conoscenza». Una conoscenza multidisciplinare che, oggi, si rivela un vantaggio inestimabile nella sua professione di neuropsicologo, offrendo un repertorio mentale e teorico più ampio e sfaccettato. «Naturalmente, nel mio lavoro, avere una conoscenza multidisciplinare, aiuta moltissimo», spiega. «Il conoscere è un fattore di crescita umana, capace di rendere le persone più mature e resilienti». Da qui la sua ferma convinzione nell'importanza della lettura, un'attività che definisce fortunatamente ancora "di massa" e "popolare". «La cultura e la lettura, in particolare, non sono viste solo come arricchimento individuale, ma come un presidio civico fondamentale». La democrazia, in particolare, «è come l’aria: ce ne accorgiamo della sua importanza, purtroppo, quando viene a mancare», afferma Martin.







