MILANO – Pochi grandi gruppi che si sono passati lo scettro di principali società italiane. Sessant’anni di capitalismo che hanno visto alternarsi le auto, l’energia e la finanza, con un denominatore comune che negli ultimi tempi è tornato a dettar legge: fuori dalle imprese a forte presenza statale, di colossi ce n’è ben pochi. E il manifatturiero si è ritirato.

Le nuove classifiche

L’Area studi di Mediobanca ha pubblicato la nuova analisi “Le principali società italiane”. Basandosi sui bilanci 2024 di oltre 2.800 aziende, gli analisti di Piazzetta Cuccia stilano la graduatoria che “conferma la supremazia dei grandi gruppi energetici a controllo pubblico”. Le prime venti posizioni vedono la presenza di nove imprese pubbliche, cinque private italiane e sei a capitale estero, con una netta prevalenza del settore energetico-petrolifero, che conta nove aziende nella Top 20. Nel dettaglio, Eni si conferma leader con un fatturato di 88,8 miliardi di euro, seguita da Enel (73,9 miliardi) e GSE (51,9 miliardi). I dati del primo semestre 2025 mostrano un riavvicinamento tra Eni (41,3 miliardi) ed Enel (39,7 miliardi). Nonostante il calo generale dei ricavi, il comparto energetico mantiene una posizione dominante.