Monia Bortolotti è stata dichiarata non colpevole delle accuse di aver ucciso i suoi due bambini, Alice e Mattia Zorzi, rispettivamente di 4 e 2 mesi. La Corte d’Assise, presieduta da Patrizia Ingrascì con il giudice a latere Andrea Guadagnino e una giuria popolare a maggioranza femminile, ha stabilito che nel caso della bambina l’omicidio non è stato provato, mentre per il fratellino la perizia dell’incidente probatorio ha rivelato una totale incapacità di intendere e volere al momento dei fatti. Di conseguenza, Bortolotti non è ritenuta penalmente responsabile, ma, secondo gli psichiatri, rappresenta un rischio sociale; dovrà quindi permanere in una Rems (struttura psichiatrica per misure di sicurezza) per almeno dieci anni. La sentenza è stata emessa oggi, 13 novembre 2025, dopo due ore e mezza di camera di consiglio. L'avvocato di Bortolotti, Luca Bosisio, contattato da LaPresse, ha evidenziato che "non si aspettava nulla di diverso" da una assoluzione.
Bergamo, mamma accusata di doppio infanticidio: “Ha soffocato entrambi i bimbi di pochi mesi”
I carabinieri arrestarono Monia (che tutti chiamavano Mia) Bortolotti con l'accusa di aver ucciso entrambi i suoi bambini neonati, Alice e Mattia, a novembre 2023. Le morti avvennero a distanza di un anno l’uno dall’altro: la piccola morì il 15 novembre 2021, il secondo figlio il 25 ottobre 2022. Le indagini partirono dopo il secondo episodio: fu la donna a avvisare il 118, ma i sospetti dei militari coordinati dalla Procura di Bergamo si diressero su di lei per via della tenera età della vittima e alcune analogie con la morte della sorella, avvenuta l’anno prima, che in assenza di segni di violenza venne spiegata come “morte in culla” a causa di un deficit da parto prematuro della bimba, nata di 7 mesi.








