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13 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:59

Enrico Pandiani non è un semplice giallista. È un noirista di razza, uno di quelli che, diciamocelo subito senza troppi giri di parole, oggi è probabilmente il miglior autore italiano del genere in circolazione, per una ventata di originalità e un respiro che travalica i confini nazionali. Con il suo ultimo sforzo, La terza dimensione (Rizzoli), non si limita a confezionare un poliziesco teso. Firma un testo che ti afferra, ti scuote, e ti sbatte in faccia un futuro che non è dietro l’angolo, ma è già qui, operativo, e lo fa con quel mix di sensibilità ironica e distacco cinico che è il marchio di fabbrica della sua formidabile squadra investigativa: Les Italiens.

L’intuizione geniale di Pandiani sta tutta qui, nel suo cavallo di Troia piantato nel cuore della narrativa crime: una serie interamente costruita sul contrasto vitale tra il rigore (spesso al limite dell’asfissia) della polizia francese e l’istinto caotico, la malinconia viscerale e il genio bruciante e mediterraneo del commissario Jean-Pierre Mordenti e dei suoi uomini. Les Italiens sono un antidoto, un elemento di calore umano e disordine creativo che l’autore gestisce con una coerenza narrativa e una freschezza inventiva che li rendono unici nel panorama del noir contemporaneo.