Mamma sgozza figlio di 9 anni, lo psichiatra e l'ipotesi della sindrome di Medea: «Giovanni ucciso per vendetta. Così si toglie al partner la cosa più preziosa»

giovedì 13 novembre 2025, 11:33 - Ultimo agg. 12:01

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di Redazione web

MUGGIA (TRIESTE) - Era in cura al Centro di salute mentale, alle spalle un matrimonio, la nascita del figlio Giovanni, poi, la separazione. Una situazione familiare complicata, ha raccontato il parroco Andrea Destradi ai cronisti, che portava la mamma, una donna ucraina, spesso a rivolgersi alla chiesa chiedendo aiuto, lavoro, supporto. La sera del 12 novembre la tragedia: la 55enne ha preso un coltello dalla cucina e ha tagliato la gola al figlio di nove anni, poi ha tentato di ferirsi. Con le braccia tagliate e ricoperta di sangue è stata fermata dai poliziotti. Cosa può aver innescato nella mente della mamma un sentimento tale da portarla a uccidere, sgozzando, la propria creatura? Domande a cui ora gli esperti del comportamento umano cercano di dare una risposta. Un caso, quello di Muggia, al quale i psicologi associano, tra le ipotesi, la presenza della sindrome di Medea.