Gli immediati accertamenti della Squadra Mobile diretta dal sostituto procuratore della Repubblica intervenuto sul posto e i rilievi della Scientifica hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti attribuendo la responsabilità del gesto alla madre, che ha tentato successivamente di togliersi la vita. La famiglia è seguita da diversi anni dai Servizi Sociali del Comune di Muggia. Dopo le cure del caso, la donna è stata presso la Casa Circondariale di Trieste. L'ucraina aveva solo di recente aveva potuto rivedere il bimbo senza gli educatori. Il piccolo viveva con il papà.