“Sono io l’unico in grado di abbatterlo“. Così scriveva Jeffrey Epstein nel 2018 a proposito di Donald Trump, in una delle migliaia di mail dell’ex finanziere pedofilo pubblicate dalla Commissione Vigilanza della Camera. Documenti da cui emerge un apparente ricatto portato avanti da Epstein nei confronti del presidente Usa: nel 2015, quando la campagna di Trump stava prendendo slancio, il finanziere chiese a un giornalista del New York Times se volesse foto “di Donald e ragazze in bikini” nella sua cucina, raccontandogli di un episodio in cui il tycoon era “così concentrato a guardare giovani donne in piscina da sbattere contro una porta, lasciando l’impronta del naso sul vetro”. “So quanto è losco Donald”, scriveva in un’altra email del 2018 a proposito dei pagamenti in nero di Trump alla pornostar Stormy Daniels. Nel 2012 invece Epstein si rivolse ad uno dei suoi avvocati, Reid Weingarten, suggerendo di far indagare i movimenti finanziari di Trump, inclusi il mutuo acceso per la villa di Mar-a-Lago e un prestito da trenta milioni di dollari. Mercoledì i media Usa avevano diffuso altre mail in cui Epstein scriveva che “Trump sapeva delle ragazze“ e Virginia Giuffre, la vittima più conosciuta del finanziere, aveva passato ore a casa sua con il tycoon. Un mese prima che Trump incontrasse Vladimir Putin a Helsinki nel 2018, poi Epstein aveva provato a trasmettere un messaggio a un alto diplomatico russo, consigliandogli di parlare con lui se voleva capire il presidente americano.