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Il 13 novembre 1974, dopo una lunga battaglia contro il cancro, moriva l'attore e regista Vittorio De Sica, una delle figure più complesse e decisive del nostro cinema
Attore istrionico e regista geniale, Vittorio De Sica è stato una delle figure più complesse e decisive del nostro cinema. Nato come attore di teatro, divenne il divo elegante del cinema in bianco e nero (da "Gli uomini, che mascalzoni…" del 1932, dove cantava "Parlami d'amore Mariù", diventata poi un suo cavallo di battaglia, a "Pane, amore e fantasia" del 1953) prima di imporsi come uno dei registi italiani più influenti del dopoguerra. Capace di coniugare sguardo sociale e finezza narrativa, De Sica firmò capolavori come "Sciuscià", "Ladri di biciclette", "Ieri, oggi, domani" e "Il giardino dei Finzi Contini", tutti premiati con l'Oscar al miglior film in lingua straniera, mentre "Matrimonio all'italiana" ottenne solo una candidatura. Uomo dal talento multiforme, Vittorio De Sica ebbe una vita privata irrequieta: grande giocatore d'azzardo e seduttore instancabile, mantenne due famiglie quasi in parallelo, trasformando il suo privato in una sorta di commedia all'italiana.






