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La nipote Laura racconta il grande direttore della fotografia Tonino Delli Colli, morto vent'anni fa
Diventare famoso esercitando un mestiere quasi sconosciuto, vuol dire aver fatto di quel mestiere un capolavoro. Così ha fatto Tonino Delli Colli: per la gente del cinema il direttore della fotografia, per gli spettatori il "pittore", che ha creato il biancore calcinato del Vangelo secondo Matteo, i lividi crepuscoli de Il nome della rosa, gli arsi orizzonti di C'era una volta il West, lo scintillante trash tv di Ginger e Fred. A vent'anni dalla morte (17 agosto 2005), e in seguito al libro Tonino Delli Colli, mio padre del figlio Stefano, ripercorriamo la leggenda del "mago delle luci" con la nipote Laura Delli Colli, presidente del Sindacato giornalisti cinematografici e figlia dell'altro grande creatore di famiglia: il cugino di Tonino, Franco.
Un direttore della fotografia ammirato dai cinefili quasi quanto un divo o un regista. Come se lo spiega?






