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Per mesi, le autorità francesi e belghe seguono piste legate all'Isis. L'ultimo membro del commando viene arrestato nel marzo 2016. Solo nel settembre 2021 avrà inizio il maxi-processo che si concluderà 148 giorni dopo
È arrivata l'una di notte del 13 novembre 2015. Le forze speciali della polizia francese sono riuscite ad entrare nel Bataclan. I terroristi islamici responsabili della strage nella sala concerti, - Omar Ismail Mostefai, Samy Amimour e Foued Mohamed-Aggad - sono stati uccisi. Oltre a loro, quella notte sono morti anche gli attentatori suicidi che si sono fatti saltare nelle vicinanze dello Stade de France, così come Brahim Abdeslam, parte dello squadrone della morte che ha attaccato i locali nel 10imo e 11esimo arrondissement. Ma il fratello di quest'ultimo, Salah, e altri due autori materiali delle stragi, Chakib Akrouh e Abdelhamid Abaaoud, sono ancora in libertà.
E visti i legami del commando con l'Isis e la provenienza di parte dei terroristi dal Belgio, gli investigatori francesi hanno immediatamente sospettato l'esistenza di una rete molto più ampia, anche al di fuori dei confini nazionali. Le indagini andranno avanti per mesi con il coinvolgimento delle autorità belghe e, nel settembre 2021, porteranno ben 20 persone nel tribunale di Parigi, in quello che è stato il processo più grande della storia moderna del Paese.






