Per decenni, la massima indiscussa dell'ingegneria automobilistica è stata una sola: il telaio deve essere il più rigido possibile. La convinzione che una struttura inflessibile – che faccia lavorare meglio le sospensioni – sia fondamentale per una manovrabilità prevedibile, una guida confortevole e la sicurezza, ha guidato lo sviluppo di ogni costruttore. Ma ora sembra che Honda sia pronta a scardinare questo dogma con l'introduzione della sua prossima piattaforma, prevista per il 2027, caratterizzata da una flessibilità strategicamente ingegnerizzata. Invece di mirare alla massima rigidità torsionale, infatti, gli ingegneri giapponesi hanno progettato il nuovo telaio per consentire una flessione controllata in punti specifici. Questa "elasticità mirata" sarebbe il segreto per migliorare significativamente la dinamica di guida, il comfort e per ridurre peso e costi.

La teoria dietro la "flessione controllata"

Il design tradizionale del telaio si concentra sulla necessità di mantenere costante la relazione geometrica tra i punti di ancoraggio delle sospensioni, anche sotto le forze estreme generate in curva, in frenata o in accelerazione. L'idea è che una struttura rigida garantisca che il comportamento delle ruote rimanga quanto quanto più possibile invariato e prevedibile in tutte le fasi si guida. Honda, tuttavia, ha identificato che una minima flessione, inferiore a 1 millimetro, può essere sfruttata a vantaggio della dinamica di marcia: il nuovo chassis "elastico", infatti, prevede sezioni tra la cellula centrale dei passeggeri e le strutture anteriore e posteriore che sono intenzionalmente più flessibili. In particolare, in curva, la struttura anteriore è progettata per torcersi leggermente rispetto all'abitacolo. Sebbene la traversa mantenga la relazione geometrica tra le ruote anteriori, questa flessione controllata permette un aumento del carico verticale sul pneumatico anteriore esterno. Secondo la fisica dei pneumatici, la forza d'attrito (e quindi la tenuta) è direttamente proporzionale al carico verticale. Di conseguenza, il maggiore carico sul pneumatico esterno si tradurrebbe, secondo Honda, in un aumento di aderenza, manovrabilità e in una sensazione di sterzata più nitida.