La Camera ha votato per porre fine al più lungo shutdown (il blocco delle attività del governo per mancanza di copertura) nella storia degli Stati Uniti. Il testo, che rifinanzia le casse federali fino a gennaio, è stato approvato con 222 voti favorevoli e 209 contrari. Sei democratici si sono uniti ai repubblicani per votare la fine del blocco. Due deputati conservatori hanno votato con la minoranza.
Donald Trump ha firmato e promulgato il decreto che segna la fine dello shutdown e, nel corso della cerimonia nello Studio Ovale, si è scagliato contro i Democratici: «Oggi stiamo dando il chiaro messaggio che non cederemo a nuove estorsioni, ha detto il presidente Usa attorniato dalla pattuglia dei parlamentari Repubblicani, tra i quali lo Speaker Mike Johnson».
Una situazione come quella che abbiamo vissuto in questi 43 giorni «Non si dovrebbe ripetere mai più» ha detto il Presidente, ringraziando i Democratici — otto al Senato e sei alla Camera — che hanno votato con i Repubblicani. Il provvedimento non include l'estensione dei sussidi all'Obamacare, che era al centro dello scontro politico tradottosi nello stop delle attività governative.
Shutdown, cosa succede ora: 7 giorni per ripartire e l’Obamacare torna in agenda










