Il cerchio magico del presidente ucraino Volodymyr Zelensky perde un altro pilastro: il ministro della Giustizia, German Galushchenko, è stato licenziato ieri dal Consiglio dei ministri per il suo pesante coinvolgimento nello scandalo di Energoatom, il colosso statale dell’energia ucraina che governa le quattro centrali nucleari del Paese (la più grande delle quali, quella di Zaporizhzhia, è però sotto controllo russo). Nella squadra di Zelensky, e del capo dell’Ufficio presidenziale Yermak, era uno dei fedelissimi e non certo una nomina dell’ultima ora: con Zelensky presidente era diventato vice presidente di Energoatom nel 2020, poi nel 2021 era stato nominato ministro dell’Energia e anche con il rimpasto di quest’anno – a metà luglio - era stato pienamente confermato nella squadra diventando ministro della Giustizia.

E dopo poche ore anche la ministra dell'Energia, Svitlana Grynchuk, si è dimessa a seguito della richiesta avanzata poco prima da Zelensky. Il suo annuncio è giunto con un post su Facebook, in cui ha affermato di "non avere violato la legge nell'ambito delle sue attività professionali" e si è detta "grata al presidente Volodymyr Zelensky, ai ministri dell'Ucraina e ai deputati per l'opportunità di lavorare a beneficio dello Stato".