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In un’intervista mandata in onda durante il TG1 di martedì sera il presidente del Garante della privacy Pasquale Stanzione ha detto che il collegio dell’ente «non presenterà le sue dimissioni». Quest’organo è una delle più note “autorità amministrative indipendenti” che ci sono in Italia, e da settimane è al centro di una seria polemica politica innescata dalle inchieste della trasmissione televisiva Report, che ne hanno messo in risalto i potenziali conflitti di interesse e la contiguità con i partiti al governo.
Lunedì il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto le dimissioni di tutti i membri dell’organo, che per la verità sono stati nominati proprio quando PD e M5S erano al governo. In questi giorni anche alcuni esponenti dei partiti al governo si sono dimostrati favorevoli all’ipotesi: in realtà però né il governo né il parlamento possono licenziarne i membri, e solo loro stessi possono decidere di terminare in anticipo il loro mandato. Stanzione ha definito «totalmente infondate» le accuse di Report, che a suo dire puntano a «delegittimarne l’azione, specie quando le decisioni sono sgradite o scomode. Il Garante assume decisioni talvolta contrarie, talvolta favorevoli al governo, è questa la vicenda dell’autonomia».











