ROMA – Non hanno alcuna intenzione di fare le valigie, i quattro consiglieri della Privacy finiti nella bufera dopo le inchieste di Report, implacabile nel documentare conflitti di interesse, spese pazze e imbarazzanti commistioni con la politica. In Parlamento gliel’hanno chiesto praticamente tutti: le opposizioni per prime, poi anche il principale partito di governo, Fratelli d’Italia, che all’inizio aveva nicchiato, salvo poi aprire alla proposta di azzerare l’intera squadra del Garante, divenuta impossibile da difendere.
Un’ipotesi che tiene banco per tutta la giornata, anche perché uno di loro, Guido Scorza, eletto in quota 5S, già a Repubblica aveva dichiarato la sua disponibilità al passo indietro e ieri pomeriggio lo aveva ribadito in tv. A sera, però, il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, compare al Tg1 ed esclude qualsivoglia tentazione: «Il collegio non presenterà le proprie dimissioni, le accuse sono totalmente infondate», protesta. «Quando la politica grida allo scioglimento o alle dimissioni dell’Autorità non è più credibile».
Privacy, Boccia: “Serve l’azzeramento, il collegio si è piegato alle richieste del governo”
di Gabriella Cerami
12 Novembre 2025










