Altri migranti sono arrivati all'Aquila: cinque giovani, tutti provenienti dal Pakistan, si sono presentati questa sera alla Mensa di Celestino, dove nei giorni scorsi erano già stati accolti altri connazionali in transito.

Le associazioni e gli operatori che gestiscono il servizio temono che, nel giro di pochi giorni, possano tornare ad aumentare gli arrivi e che si ricreino gruppi consistenti di persone costrette a dormire all'addiaccio, in quanto all'Aquila non ci sono strutture preposte per l'accoglienza.

Anche questa volta potrebbe essere stato determinante il passaparola sui social e sulle piattaforme di messaggistica istantanea, un fenomeno singolare raccontato anche dal Times nell'articolo di Tom Kington 'How social media turned a small Italian city into a migration hotspot' - Come i social media hanno trasformato una piccola città italiana in un punto caldo della migrazione'.

"Già sanno tutto, come funziona - sottolinea Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau - Arrivo in città, presentazione in Questura per la richiesta d'asilo, cena e pranzo alla mensa, dove trovano anche coperte, scarpe e docce.

Poi l'attesa per la sistemazione nei Cas in Italia. Praticamente come succede nei centri di primo approdo. Purtroppo, qui fa estremamente freddo.