La notte, nel capoluogo abruzzese, sa presentarsi in anticipo.
E quando scende con temperature sotto lo zero, pioggia e neve diventa un problema concreto per decine di giovani richiedenti asilo che da settimane dormono all'addiaccio all'Aquila: il riparo è una linea sottile tra resistere e ammalarsi.
L'Aquila "ha un grande cuore e conosce il dolore di chi non ha un tetto sotto il quale dormire": è il messaggio che accompagna un appello circolato sui social nelle ultime ore, mentre la vicenda dell'accoglienza notturna resta sospesa tra regole, ordinanze e urgenza.
Un braccio di ferro che fa seguito alla proposta della Fraterna Tau Onlus di ospitare 24 richiedenti asilo nella chiesa in legno di San Bernardino, adiacente alla mensa dei poveri di piazza d'Armi, nel complesso realizzato dopo il terremoto del 2009. Proposta respinta dall'assessore all'Urbanistica Francesco De Santis: sulla struttura pende un'ordinanza di demolizione legata alla cessazione delle funzioni di emergenza sisma.
La Onlus ha chiarito che la demolizione riguarda chiesa e "conventino", mentre mensa e area servizi possono restare operative fino al rientro nella sede originaria. Da qui la scelta di accogliere per la prima volta i migranti di notte "in locali che non sono soggetti a ordinanza di demolizione", come assicura Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau.










