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Ultimo aggiornamento: 15:45
In campo, tra una pausa e l’altra, Jannik Sinner sorseggia un liquido dal colore verdastro. Non si tratta di un nuovo integratore brevettato, ma di un rimedio particolarmente insolito: il succo di cetriolini sott’aceto, noto come pickle juice. Nato come scarto alimentare, è diventato negli ultimi anni una curiosa “pozione” da spogliatoio, molto diffusa tra atleti statunitensi e ora sbarcata anche in Europa. Secondo chi lo utilizza, poche sorsate basterebbero per placare in pochi secondi i crampi muscolari, grazie alla presenza di aceto, sodio e potassio, che stimolerebbero una risposta neuromuscolare capace di interrompere la contrazione involontaria. Di fatto, alcuni studi ne ipotizzano l’effetto riflesso sui recettori orofaringei più che un reale contributo alla reintegrazione di sali minerali.
Tuttavia, questo episodio ha riacceso l’interesse sul tema e sollevato interrogativi tra atleti e non: può davvero funzionare? È sicuro per chi non è un professionista dello sport? Quali rischi comporta assumere un liquido fortemente salato e acido come questo? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Francesca Dominici, medico Specialista in Scienza dell’alimentazione, per capire quanto c’è di scientificamente fondato e quanto invece appartiene al mondo dei rimedi “virali” che, tra curiosità e imitazione, rischiano di essere presi troppo alla lettera.






