Essere un simbolo. La politica lo sappiamo ruota attorno a questo e quando sei in debito d’ossigeno, non sapendo come mettere in crisi l’esecutivo Meloni, devi aggrapparti a tutto pur di riuscire a costruire il tuo domani. In quest’ottica arrivano le nomine alla nuova giunta regionale in Toscana. Eccoli quindi Emiliano Fossi, segretario Pd in regione, Eugenio Giani, il governatore confermato, ed Elly Schlein, il leader dei dem, scervellarsi per trovare i nomi giusti. Avranno sfogliato la rosa, li immaginiamo crucciati al tavolo delle decisioni irrevocabili, e scartato frotte di papabili. Stile Fight Club quando devono iniziare l’addestramento. «Questo troppo vecchio». «Questo troppo alto».
Fino a quando per il ruolo di vicepresidente della regione rossa per antonomasia è apparsa la scheda di Mia Bintou Diop. Il nuovo che avanza. L’anagrafe del consigliere comunale di Livorno dice 23 anni, perfetta per essere la vice più giovane di sempre in Toscana. Durante la campagna elettorale ha avuto come compito quello di occuparsi della comunicazione e dell’organizzazione degli eventi facendosi, non poteva essere altrimenti, bandiera della mozione Elly sul territorio. In questo modo, colpo di scena, è entrata nella direzione nazionale del Partito Democratico. Quindi starete aspettando di scoprire quante preferenze ha accumulato, alle scorse elezioni regionali, per arrivare ai vertici della giunta Giani bis. Scartiamo subito la sorpresa, nessuna preferenza. Perché non è stata nemmeno candidata. Ma chi è, in sintesi, Mia Diop? Consigliere comunale livornese, eletta lo scorso anno con 464 preferenze - arrivando quinta tra i più votati del Partito Democratico in città- ha la doppia cittadinanza. Ovvero quella italiana, da parte di madre, e quella senegalese da parte di padre.








