In termini di contabilità botanica la flora italiana conta circa diecimila specie ma oltre cento sono fantasma. Perché sono estinte. Piante segnalate magari una volta solo a inizio del Novecento o negli anni Settanta ma delle quali si erano perse le tracce. O meglio: nessuno finora si era preoccupato di verificare se fossero ancora al loro posto o meno. Quattro anni fa un gruppo di 107 tra ricercatori e amatori della Società Botanica italiana ha deciso di vederci chiaro e controllare di persona, sul campo, i casi più incerti. Un’opera monumentale di setaccio su scala nazionale, dalla provincia di Bolzano alla Sicilia, condotta per intero su base volontaria, ovvero senza finanziamenti diretti. Il bilancio è di 117 estinzioni a livello regionale con la Lombardia maglia nera della classifica. Solo nell’area di Milano, negli ultimi 250 anni, sono scomparse 305 tra specie e sottospecie autoctone: a grande maggioranza crescevano nelle aree umide o attorno agli storici fontanili della zona sud del capoluogo meneghino, pozzi e stagni artificiali per irrigare i terreni o allagarli, durante l’inverno, per risparmiarli dal gelo. Calabria e Liguria, al contrario, sono le due regioni dove ci sono state meno estinzioni di specie rare o in dubbio.
Nel giro di tre anni l'Italia ha perso oltre 150 specie di piante, molte acquatiche
La Società botanica italiana ha contato 117 estinzioni a livello regionale con la Lombardia maglia nera della classifica. Solo nell’area di Milano, negli ultim…






